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ALESSIA PIFFERI,la madre assassina

2/5/2025

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NON HA VITA FACILE IN GALERA
 

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Novara 5 febbraio 2025
 
Ovvio che in galera nessuno sta bene, ma Alessia Pifferi, la donna che per andarsene in vacanza col fidanzato aveva lasciato morire di stenti la figlioletta di 18 mesi sola in casa per una settimana, è stata aggredita dalle altre detenute.
 
Così racconta l'ex direttore di San Vittore, Giacinto Siciliano, sulla gestione in cella della donna condannata in primo grado all'ergastolo per l'omicidio della figlia
 
Nel verbale depositato agli atti sull'indagine chiusa dalla Procura di Milano  si parla anche dell’avvocatessa Alessia Pontenani, del consulente di parte e di quattro psicologhe in servizio nel penitenziario milanese indagati a vario titolo, per favoreggiamento personale della donna, falsa testimonianza e false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria.
 
L'ex direttore Siciliano, sentito come testimone dal pm Francesco De Tommasi, spiega: "Nel caso della Pifferi c'erano sicuramente delle difficoltà relazionali forti con le altre detenute. Era stato segnalato il fatto che aveva richiesto un test di gravidanza quando stava in carcere da diverso tempo. Poi c'erano state difficoltà le volte che abbiamo provato a metterla in comunità con le altre ed era emerso, o meglio era stata segnalata, una certa influenzabilità anche da parte delle altre detenute. Io ricordo che una volta mi avevano detto che ogni volta che parlava con una detenuta chiedeva di cambiare avvocato perché chiedeva di nominare l'avvocato che le aveva indicato la detenuta con cui aveva parlato. C'è stato un episodio, forse uno o più episodi, in cui lei era anche stata aggredita da altre detenute".

 
Alla domanda del pm su chi avrebbe dovuto eventualmente decidere il trasferimento in una comunità per disabili considerando che Pifferi aveva "40 di quoziente intellettivo", Siciliano risponde: "La problematica sanitaria è di competenza esclusivamente sanitaria. Questa proposta è una decisione che avrebbe dovuto assumere la sanità, se non c'è nessuna indicazione non modifico le modalità di intervento".  Sul diario clinico della Pifferi Siciliano aggiunge;
"Non ho mai visto il diario clinico di Alessia Pifferi. Il diario terapeutico lo decide lo specialista, quindi da questo punto di vista non c'è nessuna competenza. L'unica documentazione che guardiamo è se ci sono stati rapporti particolari, per esempio per i detenuti che abbiamo nelle celle a rischio. C'è una specie di diario di bordo che compilano gli agenti per vedere se, nel corso della settimana, ci sono comportamenti particolari, ma perché il focus è il rischio di suicidio".

 
Che la Pifferi non sia intelligente lo avevamo capito tutti, ma che arrivasse addirittura ad uccidere sua figlia ha del mostruoso, ed anche l’aggressione da parte di altre detenute è comprensibile, perché la scarsa intelligenza non deve prescindere dal sentimento materno che è (o dovrebbe essere) il più forte di qualsiasi altro.

In ogni caso il problema sicurezza della Pifferi non ci sarà più dal momento che la stessa ha dichiarato che si sposa con un'altra detenuta che, secondo il codice carcerario, la proteggerà da qualsiasi aggressione.
 
DP



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