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ALZHEIMER : PROMETTENTE PASSO AVANTI DELLA RICERCA

10/11/2024

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un nuovo farmaco per la neuro degenerazione

Novara 11 ottobre 2024
 
L’Alzheimer fa paura a tutti, soprattutto perché fino ad oggi non c’è cura definitiva, ma solo farmaci che possono rallentarne l’avanzata.

Per la prima volta, gli scienziati hanno sviluppato un farmaco che agisce su entrambi i principali "punti caldi" di aggregazione della proteina Tau nel cervello, un fattore chiave della neuro degenerazione

Vediamo di spiegarci al meglio possibile senza entrare in tecnicismi che non sono di nostra competenza: le proteine Tau svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della struttura e della funzione dei neuroni, cellule cerebrali. Nella malattia di Alzheimer, pero', queste proteine funzionano male e si raggruppano formando fibrille lunghe e tortuose. Quando le fibrille si accumulano, creano i cosiddetti grovigli neurofibrillari, masse di proteine Tau attorcigliate che intasano i neuroni, impedendo loro di ricevere i nutrienti e i segnali di cui hanno bisogno per sopravvivere. Man mano che un numero maggiore di neuroni muore, la memoria, il pensiero e il comportamento diventano sempre più compromessi, portando al declino cognitivo che si osserva nell'Alzheimer
 
Per la prima volta una  ricerca condotta da un gruppo internazionale di ricercatori, guidati dalla Lancaster University, pubblicata su Alzheimer's & Dementia: The Journal of the Alzheimer's Association. in collaborazione con l'Università di Southampton, la Nottingham Trent University, il Tokyo Metropolitan Institute of Medical Science e l'University of Texas Southwestern Medical Centre ha studiato un  farmaco inibitore peptidico chiamato RI-AG03, che si è rivelato efficace nel prevenire l'accumulo di proteine Tau sia negli studi di laboratorio che in quelli condotti sui moscerini della frutta.
 
Anthony Aggidis, ex ricercatore associato post-dottorato presso la Lancaster University, ricercatore presso l'Università di Southampton, e primo autore dello studio ha dichiarato
Il nostro approccio unico potrebbe contribuire ad affrontare il crescente impatto della demenza sulla società, fornendo una nuova opzione molto necessaria per il trattamento di queste malattie devastanti",
 
L'èquipe ritiene che il lavoro svolto avrà un impatto significativo sugli sforzi di scoperta di farmaci nel campo delle malattie neurodegenerative e prevede ora di testare RI-AG03 nei roditori, prima di procedere alla sperimentazione clinica.
 
Lo studio è in fase iniziale; quindi, non sappiamo ancora se funzionerà o sarà sicuro per gli esseri umani, lo speriamo tutti

 
 
DP
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