Al SUO posto una "City life senza grattacieli? Novara19 gennaio 2025 L’area dove sorge l’Ospedale Maggiore occupa oggi una superficie di quasi 90.000 metri quadri, fittamente costruita e il Sindaco di Novara coglie al volo l’occasione della realizzazione della Città della Salute, per decidere cosa fare dell’area che tra qualche anno sarà liberata dal trasferimento dell’ospedale Sottolinea Canelli –«Stiamo parlando di una trasformazione che letteralmente cambierà il volto della città e che deve inserirsi nell’idea della Novara del futuro che questa Amministrazione intende delineare a partire dal nuovo Piano regolatore. Il “quadrilatero” del “Maggiore” occupa oggi una superficie centralissima di quasi 90.000 metri quadri, fittamente costruita (i padiglioni occupano oltre il 40% del totale) e il 40% della quale (la parte storica che comprende la manica antonelliana, il quadriportico e la ex casa di cura) è sottoposta a vincoli architettonici che ne consentiranno soltanto un restauro conservativo con finalità di uso pubblico e istituzionale. Sulla rimanente parte, che comprende i padiglioni di più recente costruzione, tra i quali il “Lualdi”, sarà invece possibile ragionare su nuove destinazioni d’uso.E’ evidente - che la nuova destinazione di quell’area dovrà contemperare due esigenze: da una parte renderla urbanisticamente appetibile per una futura alienazione, dal cui ricavato la Regione, e quindi l’Aou, potrà ottenere parte delle risorse necessarie per il sostentamento del piano economico finanziario per la realizzazione del nuovo ospedale. L’altro aspetto imprescindibile è che lo sviluppo di quell’area dovrà tenere in considerazione l’interesse pubblico generale della città, rappresentando un ideale collegamento tra l’Allea e il Castello da una parte e l’area delle caserme e dell’ex macello dall’altra. Questo è quello che io intendo per governo del territorio: capire che tipo di progettazione sia coerente con uno sviluppo armonico della città . Ovviamente, precisa Canelli, «quello da intraprendere dovrà essere un percorso ampiamente partecipato, ragionando innanzitutto con la Regione, la nuova direzione dell’Aou e il rettore dell’Upo. ». Tante , tantissime idee, non tutte veloci e semplici da realizzare e , soprattutto bisognerà vedere se i novaresi saranno d’accordo. DP
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