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Ex sostituto procuratore di Verbania   chiede mezzo milione a Csm e Ministero

10/15/2025

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Per il presunto “danno da perdita di chance“
 

Novara 15 ottobre 2025
 
Succede a Verbania , la vicenda che riguarda l’attuale procuratore di Pesaro, Marco Mescolini, 58 anni.
 
Magistrato nel 1996, tra il 1997 e il 2004 aveva svolto le funzioni di sostituto a Verbania, prima di essere trasferito a Bologna e poi altrove.

Mescolini, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio chiedendo un maxi risarcimento di oltre mezzo milione di euro per i danni, a suo dire, cagionati dal trasferimento d’ufficio, nel febbraio del 2021, dalla procura di Reggio Emilia a quella di Firenze, col demansionamento, peraltro, da procuratore capo a sostituto.

Il motivo del trasferimaneto pare dovuto nel 2020,  a quattro pubblici ministeri emiliani che avevano inviato un esposto al Consiglio superiore della magistratura (Csm) lamentando una “situazione di disagio creatasi per la mancanza di serenità nello svolgimento del lavoro” a causa “dell’asserita perdita di credibilità e autorevolezza dell’istituzione rappresentata, che sarebbe apparsa all’esterno priva di indipendenza”

. L’accusa a Mescolini, era quella di aver “favorito” con le sue presunte decisioni il Partito democratico locale in almeno due occasioni.

Il Csm, dunque, aveva ravvisato una “compromissione della credibilità” sul territorio, decidendo per il suo trasferimento fuori dal Distretto emiliano-romagnolo.

Il Csm, dopo aver ascoltato vari testimoni, ha reintegrato il magistrato come procuratore capo e la sede scelta è stata quella di Pesaro.

Adesso  Mescolini chiede a Csm e ministero della Giustizia mezzo milione di danno d’immagine e poco meno di 44 mila euro di spese sostenute per vivere (alloggio, trasporti, ecc…) a Firenze.

Inoltre l’ex pm di Verbania intenderebbe chiedere un ulteriore risarcimento, da quantificare con una perizia, per il presunto “danno da perdita di chance“, accusando il Csm di aver provocato, con il suo provvedimento illegittimo, una battuta d’arresto alla sua carriera, che gli avrebbe impedito di maturare negli ultimi anni il curriculum necessario per aspirare al vertice di procure di rilievo (Bologna, Roma o Milano per esempio) o alla Direzione nazionale antimafia.

​
DP
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