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Le carceri piemontesi al collasso

6/19/2025

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 strutture fatiscenti sovraffollamento e degrado sanitario

Novara 19 giugno 2025

Relazioni ASL rivelano condizioni igienico-strutturali critiche in quasi tutti gli istituti penitenziari del Piemonte con un sovraffollamento del 109%( dato aggiornato al 31 luglio 2024.)

Ad oggi, solo 66 ASL (tra ASL, ATS, ASP, USL, AULSS e APSS) hanno risposto ad un’indagine portata avanti dall’associazione Luca Coscioni,  fornendo documentazione, spesso lacunosa. Nella maggior parte dei casi, mancano indicazioni su eventuali direttive regionali o sulle reazioni istituzionali alle criticità segnalate, aggravando un quadro già drammatico e rendendo difficile una valutazione efficace degli interventi messi in atto.

Secondo i dati pubblicati dal sito indipendente del giornalista Marco Dalla Stella, al 29 maggio 2025 in Italia si contano 62.722 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 51.280 posti, dei quali 4.488 non disponibili, portando così il tasso di sovraffollamento al 134,29%.

Quiesto il quadro dello stato igienico-sanitario e strutturale degli istituti penitenziari della regione.

Alessandria: nella casa circondariale i pasti vengono consumati in cella, in ambienti privi di aerazione forzata e con acqua fredda nei servizi. Nella sezione collaboratori di giustizia è stata segnalata la presenza di scarafaggi

Asti: nonostante alcuni interventi migliorativi, persistono gravi problemi come muffe, servizi igienici non funzionanti e stoccaggio inadeguato dei farmaci.

Torino: carenze strutturali gravi, con presenza di muffe, infiltrazioni, locali inagibili e mancanza di accessi per disabili. In una sezione, la situazione è stata definita di inabitabilità, con possibile chiusura dell’area per motivi igienico-sanitari.

Cuneo, Saluzzo e Fossano (ASL Cuneo 1): locali comuni degradati, pareti scrostate, intonaco danneggiato, cattiva gestione dei rifiuti, usura delle pavimentazioni, carenze igienico-sanitarie e strutturali persistenti.

Alba (ASL Cuneo 2): parte della struttura è chiusa da anni a causa di un cluster di legionellosi; inadeguatezze nei locali mensa e mancanza di presidi antincendio in alcune aree.

Biella: l’ASL dichiara di aver chiesto una valutazione alla Regione Piemonte, senza aver ancora ricevuto risposta.

Novara: condizioni igienico-sanitarie valutate positivamente, con criticità limitate al consumo dei pasti in cella e al sovraffollamento (171 detenuti su 158 posti regolamentari).

Ivrea: la ASL segnala necessità di pulizia straordinaria, miglioramento delle condizioni del magazzino farmaci e adeguamento del piano di autocontrollo alimentare.

Verbania: criticità contenute, ma persistente sovraffollamento.
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Vercelli: 303 detenuti su una capienza effettiva di 227. Urgenti gli interventi su impianti cucina e servizi igienici.
 
DP

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