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Gli adolescenti e la sindrome di Hashimoto

6/12/2025

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una sfida crescente

Novara 12 giugno 2025

Negli ultimi anni, spesso si sente parlare di problematiche legate alla tiroide, tra cui la sindrome di Hashimoto, una patologia autoimmune che colpisce la tiroide e può influire profondamente sulla vita di chi ne soffre. Sebbene questa condizione sia più comunemente associata agli adulti, sempre più adolescenti si trovano ad affrontare questa diagnosi, creando una nuova realtà e sfide per giovani e famiglie.

Cos'è la sindrome di Hashimoto?
La sindrome di Hashimoto, nota anche come tiroidite cronica autoimmune, è una condizione in cui il sistema immunitario attacca erroneamente la tiroide, compromettendone la funzione. Può portare a ipotiroidismo, ovvero una produzione insufficiente di ormoni tiroidei, che influisce sul metabolismo, sulla crescita e sullo sviluppo psicofisico.

Tradizionalmente considerata una patologia tipica degli adulti, in realtà Hashimoto può manifestarsi già durante l’adolescenza. I motivi sono ancora oggetto di studio, ma alcuni fattori di rischio sono già riconosciuti:
  • Predisposizione genetica
  • Alterazioni nel sistema immunitario
  • Stress, fattori ambientali e dieta
  • Altre patologie autoimmuni associate

In fase di crescita, il corpo degli adolescenti attraversa cambiamenti ormonali e fisiologici che possono influire sulla regolazione del sistema immunitario, favorendo il manifestarsi di malattie autoimmune.


I sintomi di Hashimoto negli adolescenti possono essere spesso sottili o facilmente confusi con quelli di altre condizioni di crescita. Tra i più comuni:
  • Affaticamento e mancanza di energia
  • Aumento di peso inspiegabile
  • Sensazione di freddo
  • Problemi di concentrazione e memoria
  • Cicli mestruali irregolari o abbassamento della fertilità futura
  • Alterazioni dell’umore, come depressione o irritabilità
  • Gonfiore del viso o della zona del collo (nodo tiroideo)

Poiché questi sintomi possono essere aspecifici o legati ad altre cause, è fondamentale che genitori e adolescenti siano sensibili e consultino uno specialista endocrinologo per una diagnosi accurata.

La diagnosi si basa su esami del sangue per verificare i livelli di ormoni tiroidei (TSH, T3, T4) e degli anticorpi specifici (antiTPO, antiTg), oltre all’ecografia tiroidea.
Il trattamento principale prevede la somministrazione di ormoni tiroidei sintetici, che compensano la funzionalità ridotta della tiroide e aiutano a riequilibrare il metabolismo. Con una diagnosi precoce e una terapia adeguata, l’adolescente può proseguire la crescita e lo sviluppo senza grandi problemi.

Essendo una condizione in crescita tra i giovani, è fondamentale aumentare la sensibilità su questa tematica. Educare genitori, insegnanti e ragazzi sui segnali di allerta e sull’importanza di consultare uno specialista permette di intervenire tempestivamente, migliorando la qualità della vita e prevenendo complicazioni a lungo termine.

​DP
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